….. del territorio

Cronoscalate

Alcamo – Monte Bonifato

La storia di 13 edizioni.

La corsa trapanese nasce nel 1962 ed interrompe momentaneamente il suo ciclo dal 1971.

Riprende dopo una sosta di sette anni, ma passa definitivamente alla storia dopo l’edizione del 1984

La Monte Bonifato e figlia, per certi versi, del Giro di Sicilia che nei primi anni ’60, atteso da una folla immensa, saliva verso l’una di notte ad Alcamo attraversandone il corso principale, un lungo rettilineo sul quale piloti leggendari come Piero Taruffi, Vittorio Marzotto, Tazio Nuvolari e Gigi Villoresi davano gas ai bolidi di allora, facendo ribollire il sangue di tanti giovani alcamesi che, con i patemi della guerra ormai alle spalle, stavano vivendo gli anni del risveglio economico, dove l’auto era simbolo di progresso e di riscatto sociale.

E fu così che lo spirito di emulazione e la crescente passione per l’automobilismo fecero germogliare l’idea di creare ad Alcamo una gara di velocità, dove dare sfogo alla crescente voglia di correre.

C’era già bello e pronto un percorso appena asfaltato, irto di tornanti, che da viale Europa saliva fin quasi sulla vetta di Monte Bonifato, dove giovani meccanici e loro amici si inerpicavano per provare l’ebbrezza della velocità, su vetture di serie da loro stessi elaborate per moltiplicarne la potenza.

Alcuni avevano anche iniziato a gareggiare nelle cronoscalate che nel frattempo erano sorte in Sicilia Su iniziativa dell’ avvocato Rino Soresi, di Gaetano Stellino ed altri, nacque così l’A.S. Montebonifato di cui Soresi fu il primo Presidente ma anche il Direttore Sportivo di quella cronoscalata che vide la luce il 6 ottobre del ’63, vinta dal bagherese Nino Todaro (Maserati 2000) davanti al cosentino Domenico Scola (Abarth Simca).

Il tempo impiegato dal vincitore per percorrere i 4.400 metri del tracciato fu di 2’57” 2.

Ma già in quella occasione alcuni piloti alcamesi come Franco Cassara, Francesco Riggi, Mimmo Cutino, Giuseppe Bonomo e Nino Catalano dimostrarono nelle categorie inferiori che alle falde di quel monte era nata una scuola di piloti e meccanici bravi, che potevano competere ad armi pari con chi veniva da fuori e che cominciavano ad ottenere risultati di prestigio in altre gare isolane e oltre lo Stretto.

Quella prima edizione ebbe un successo enorme, con una gran folla di curiosi assiepatasi sin dalla prima mattina lungo i tornanti, ma anche nel viale Europa, dove le vetture erano schierate prima di partire dalla Via SS. Salvatore, e nel parco chiuso creato poco dopo il traguardo, nello spiazzo antistante il ristorante “La Funtanazza”.

Sulla scia di quel successo la Monte Bonifato continua a celebrarsi con puntualità (tranne nel ’69) negli anni, fino all’edizione del 1970, quando per mancanza di fondi subì una pausa di sette anni:

 

1^ edizione anno 1963 Km 4,050 – Nino Todaro su Maserati Birdcage (2’57″2/5)

2^ edizione anno 1964 Km 4,050 – “Caterpillar” su Ferrari 2000 Testarossa (3’02″2/5)

3^ edizione anno 1965 Km 4,050 – Alfio Gambero su Simca-Abarth 1300 (3’00″1/10)

4^ edizione anno 1966 Km 4,050 – Ignazio Capuano su Porsche Carrera 6 (2’40″2/10)

5^ edizione anno 1967 Km 4,050 – Clemente Ravetto su Ferrari Dino (2’44″2/10)

6^ edizione anno 1968 Km 4,050 – Ferdinando Latteri su Ferrari Dino (2’35″00)

7^ edizione anno 1970 Km 4,050 – “Pam” su Fiat Abarth (2’35″00)

8^ edizione anno 1977 Km  4,050 – Enrico Grimaldi su Osella PA/4 (2’17″98)

9^ edizione anno 1978 Km 4,050 – Luigi Moreschi su Osella PA/6 (2’21″66)

10^ edizione anno 1980 Km 4,050 – Giampaolo Ceraolo su Osella PA/6 (2’18″2)

11^ edizione anno 1982 Km 4,050 – Benny Rosolia su Osella PA/8 (2’29″02)

12^ edizione anno 1983 Km 4,400 – Enrico Grimaldi su Osella PA/9 (2’22″58)

13^ edizione anno 1984 Km 4,400 – Enrico Grimaldi su Osella PA/9 (2’23″14)