Aromi di Sicilia

 

ORIGANO SELVATICO DI COLLINA

Origano selvatico di collina, intensamente profumato e aromatico, varietà che si trova solo in Calabria e Sicilia. Raccolti nel periodo di fioritura e attentamente essiccati all’ombra, i rametti dell’arbusto vengono “battuti” per separarne i fiori e le foglie, diventano un aroma insostituibile in cucina. Usato per esaltare il sapore di carni crude e cotte, di formaggi, di insalate di pomodori e di sughi. Ingrediente indispensabile per le conserve degli ortaggi sott’olio. Diventa anche una tisana o un liquore digestivo. Si consiglia di aggiungere alle pietanze solo a fine cottura.

Nome latino

Origanumvulgare L. è un’erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae come il timo e la salvia.

Origine

È una pianta originaria delle zone caldo-temperate della Sicilia

Caratteristiche morfologiche

Piuttosto rustica, predilige il pieno sole e terreni ben drenati.

Le foglie sono piccole, di forma ovale-allungata, di colore verde intenso e non sempre presentano peluria.

I fiori bianchi o rosati, raccolti in infiorescenze apicali, sono visibili durante il periodo caldo dell’anno.

Caratteristiche organolettiche

sapore caratteristico colore verde più o meno intenso odore caratteristico

Periodo di raccolta

La raccolta della pianta si effettua tagliando i piccoli ramie raggruppandoli in mazzetti da essiccare. Il periodo migliore per questa operazione coincide con la fioritura ovvero quando è massima la concentrazione di essenza aromatica nelle foglie.

Usi in cucina

L’origano viene apprezzato in cucina per aromatizzare gli alimenti, mentre in campo erboristico, alla pari del timo, viene utilizzato per la sue proprietà digestive e antisettiche.

Conservazione

Conservare in ambiente fresco, asciutto e poco illuminato. Prodotto da utilizzarsi preferibilmente entro 2 anni.

FINOCCHIETTO SELVATICO DI SICILIA

Pianta nota da sempre, per uso culinario sono utilizzate principalmente le foglie ed i semi, sia verdi che essiccati. Una utilizzazione classica del finocchio selvatico riguarda la preparazione della “pasta con le sarde” e nella tradizione s siciliana i semi trovano un largo e ricorrente impiego nella preparazione della “salsiccia”. Nella preparazione di minestroni trovano impiego sia i semi che le foglie. I semi di finocchio essiccati o meglio “ngranati”, trovano impiego anche in pasticceria, sia per la preparazione dei “taralli” che dei cosiddetti “biscotti di San Martino”.

Descrizione

Pianta erbacea biennale o pluriennale caratterizzata da una robusta radice perennante e fusti alti e cilindrici sormontati da piccole infiorescenze. Le foglie sono pennatosette con segmenti filiformi inguainanti il fusto e con picciolo abbastanza corposo. Il loro colore è verde più o meno pallido. I fiori sono di colore giallo-verde raggruppati in ombrelle complesse costituite da 15-20 ombrellette e maturanti diversi semi. I frutti sono acheni, prima verdi e a maturità di colore marroncino chiaro.

Pasta con triglie e finocchietto selvatico

Pasta con triglie e finocchietto selvatico, un primo piatto della tradizione culinaria in Sicilia, prepararla non è difficile tutti possono preparare questo prelibato piatto.

La pasta con triglie e finocchietto selvatico, è una rivisitazione della famosa pasta con le sarde preparata in Sicilia dove, al posto di quest’ultime, useremo le triglie che si armonizzano alla perfezione con il finocchietto selvatico di montagna. La triglia è un pesce  apprezzato dai siciliani, per il suo sapore di mare, ed in particolare la triglia di scoglio che esalta le sue qualità.

Ingredienti per quattro persone

  • 500 gr di  busiate  fresche (tipica pasta fresca Trapanese) o a piacimento
  • 500 gr di  triglie
  • 400 gr di  finocchietto  di  montagna
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio di oliva q.b.
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Sale – pepe q.b.

Procedimento:

Lavate per bene i finocchietti  e metteteli a cuocere in abbondante acqua salata. Scolateli e tagliateli a pezzetti. Conservate l’acqua di cottura che  servirà per cucinare la pasta. Lavate, pulite e sfilettate le triglie, ma se volete evitare quest’ultima operazione, potete farvi sfilettare le triglie direttamente dal vostro pescivendolo di fiducia. In una ampia padella che possa contenere il condimento e la pasta per amalgamarla, versate due cucchiai di olio, l’aglio e i finocchietti.  Fate insaporire qualche minuto e se necessario unite qualche mestolo di acqua di cottura. Eliminate l’aglio e aggiungete le triglie, fate cuocere a fuoco lento e quando saranno cotte versate il vino facendolo evaporare, salate e pepate.  Se il condimento risulta asciutto aggiungete ancora acqua di cottura.

Cuocete la pasta al dente o per il tempo indicato sulla confezione, scolatela direttamente sul condimento e mantecate per qualche minuto. Servite ben caldi con pepe macinato fresco e un filo d’olio di oliva.